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Aggiornato alle 21:02 (ora italiana) 5 ott 2026

Italia lunedì 5 ottobre 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Legge elettorale, il governo pone la fiducia alla Camera: voto finale giovedì

Dopo la bocciatura delle pregiudiziali di costituzionalità, l'esecutivo blinda con la fiducia i primi tre articoli della riforma.

Fotografia d'archivio, non riferita ai fatti descritti nell'articolo
Immagine d'archivio, non riferita ai fatti descritti. Foto di Leonhard_Niederwimmer su Pixabay

Il governo Meloni ha posto la questione di fiducia sui primi tre articoli della riforma della legge elettorale alla Camera dei deputati. La mossa arriva dopo che le pregiudiziali di costituzionalità presentate dalle opposizioni erano state respinte con 229 voti contrari.

Ponendo la fiducia sui tre articoli già modificati al Senato, l’esecutivo punta a blindarne l’approvazione evitando il rischio di emendamenti che potrebbero alterarne il contenuto in aula. Il voto finale sull’intero provvedimento, a scrutinio segreto, è fissato per giovedì 8 ottobre.

Le opposizioni parlamentari hanno reagito con durezza alla scelta del governo. In una dichiarazione collettiva, i gruppi di opposizione hanno parlato di un esecutivo che «hanno paura della loro stessa maggioranza, schiaffo al Parlamento», accusando la maggioranza di ricorrere allo strumento della fiducia per evitare un confronto aperto sul merito della riforma.

Il meccanismo dello scrutinio segreto, previsto per il voto finale di giovedì, introduce un elemento di incertezza aggiuntivo rispetto al voto di fiducia odierno: a differenza di quest’ultimo, che si svolge con voto palese e dunque vincola i gruppi di maggioranza, il segreto d’aula lascia margine a defezioni individuali che la stessa dichiarazione delle opposizioni sembra voler sottolineare, parlando esplicitamente di «paura della loro stessa maggioranza».

Il percorso della riforma si avvicina comunque al suo passaggio decisivo. Dopo la bocciatura delle pregiudiziali e la fiducia posta oggi sui primi tre articoli, il prossimo appuntamento è il voto finale di giovedì 8 ottobre, quando si saprà se la maggioranza che ha sostenuto la fiducia reggerà anche nello scrutinio segreto sull’intero testo. Fino a quel momento, il provvedimento resta sospeso tra l’approvazione blindata degli articoli iniziali e l’incognita del voto a scrutinio segreto, l’unico passaggio in cui la disciplina di maggioranza non è garantita dal voto palese.

Finisce lo sconto sul gasolio, il governo apre un extradeficit da 29 miliardi

Da oggi decade il taglio di 6,1 centesimi sulle accise del gasolio; in parallelo il Consiglio dei ministri ha varato un extradeficit da 29 miliardi per energia e difesa, con Giorgetti che chiede prudenza sul debito.

Fotogramma d'archivio, non riferito ai fatti descritti
Video d'archivio, non riferito ai fatti descritti. Video di K su Pexels

Da oggi, 5 ottobre, lo sconto fiscale di 6,1 centesimi di euro sulle accise del gasolio è scaduto, sostituito dal meccanismo delle accise mobili. La misura, introdotta per mitigare i rincari dei carburanti, lascia ora il posto a un sistema diverso proprio mentre le associazioni dei consumatori segnalano un aggravio già pesante per gli automobilisti italiani.

Secondo i calcoli di Adusbef, il caro-carburanti è costato alle famiglie italiane oltre 4,7 miliardi di euro in sei mesi, con un aggravio di 1,7 miliardi concentrato nei soli mesi di luglio e agosto. Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, riferisce la stessa elaborazione, il prezzo medio alla pompa della benzina verde è salito del 29,1% e quello del gasolio del 36,6%. Alcune compagnie petrolifere hanno introdotto un tetto volontario ai prezzi che dovrebbe attenuare l’effetto dei rincari, ma la misura non si applica alle stazioni di servizio indipendenti.

Nello stesso giorno in cui scade lo sconto sulle accise, il Consiglio dei ministri ha approvato il Documento programmatico di finanza pubblica insieme a un extradeficit da 29 miliardi di euro destinato a energia e difesa. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato un approccio più cauto sulla manovra, segnalando che il debito pubblico è previsto in crescita anche nel 2027, fino al 138,5% del Pil.

MisuraValore
Sconto accise decaduto6,1 centesimi/litro
Aggravio stimato (6 mesi, Adusbef)oltre 4,7 miliardi di euro
Extradeficit Cdm29 miliardi di euro
Debito/Pil previsto 2027138,5%

Sono inoltre allo studio tagli per sette miliardi di euro ai progetti del dicastero della Difesa guidato da Guido Crosetto, nell’ambito della stessa manovra che apre nuovo spazio di bilancio per energia e sicurezza. La notizia dell’extradeficit proviene finora da un’unica origine, il comunicato del Consiglio dei ministri ripreso da Il Sole 24 Ore; nessuna conferma indipendente è al momento disponibile.

«Serve prudenza» — Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia

Il quadro che emerge oggi è quello di un governo che toglie uno strumento di contenimento dei prezzi ai consumatori mentre apre, sullo stesso tavolo, nuova spesa in deficit per energia e difesa, con il debito pubblico che resta la variabile su cui lo stesso ministro dell’Economia chiede cautela.

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