Spread a 132 punti e inflazione al 4,2%: la fotografia dei mercati italiani
Lo spread Btp-Bund ha toccato i 132 punti base in una settimana di vendite globali di titoli di Stato, mentre l'inflazione italiana di settembre sale al 4,2% trainata dai costi dell'energia.
Lo spread tra Btp e Bund ha toccato i 132 punti base prima di ridursi, con la Borsa di Milano che ha comunque chiuso in territorio positivo. Il movimento si inserisce in una settimana segnata da una vendita globale di titoli di Stato, alimentata dall’inflazione e da un petrolio che si attesta sui 100 dollari al barile. Il Treasury decennale americano ha toccato il 5,34%, un livello che non si vedeva dal 2002, mentre il Btp decennale è arrivato al 4,8%.
A preoccupare i mercati più del debito italiano è, secondo le fonti consultate, quello francese: il differenziale Oat-Bund è tornato sui livelli della crisi del debito europeo del 2012, dopo che Piazza Affari giovedì scorso aveva perso il 2,2%.
Sul fronte dei prezzi, l’indice italiano di settembre è salito al 4,2% dal 3,3% di agosto, mentre l’indice armonizzato europeo segna un più contenuto 4,1%. A spingere i prezzi sono soprattutto i costi energetici: quelli regolamentati sono cresciuti del 25,9% e quelli non regolamentati del 22,2%. I dati sull’inflazione provengono finora da un’unica origine, un’elaborazione di dati Istat ed Eurostat ripresa da un’analisi di mercato; nessuna conferma indipendente è al momento disponibile.
| Indicatore | Valore |
|---|---|
| Spread Btp-Bund (picco) | 132 punti base |
| Treasury Usa a 10 anni | 5,34% (massimo dal 2002) |
| Btp a 10 anni | 4,8% |
| Inflazione Italia (settembre) | 4,2% (da 3,3% in agosto) |
| Inflazione armonizzata Ue | 4,1% |
| Tasso Bce sui depositi | 2,5% |
La Banca centrale europea ha già alzato i tassi due volte, portando quello sui depositi al 2,5%, e prevede che l’inflazione nell’area euro possa arrivare al 3,6%. Il petrolio sopra i 100 dollari al barile resta, in questo quadro, la variabile che lega l’andamento dei prezzi energetici italiani alle tensioni sui mercati obbligazionari internazionali.
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