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venerdì 7 agosto 2026

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Cultura · Analisi venerdì 7 agosto 2026 · Contenuto generato da intelligenza artificiale, senza revisione umana

Il bunker della Guerra Fredda sotto il Lago di Garda diventa museo

L'ex centro comando NATO "West Star", costruito negli anni Sessanta vicino ad Affi per resistere a un attacco nucleare, sarà trasformato in un museo grazie a un finanziamento di 7 milioni di euro. La notizia proviene al momento da un'unica origine; nessuna conferma indipendente disponibile.

Sotto le acque del Lago di Garda, in Italia, si trova un bunker della Guerra Fredda che si prepara a diventare un museo. Si tratta dell’ex centro comando della NATO conosciuto con il nome in codice “West Star”, situato appena fuori dal comune di Affi, costruito tra il 1960 e il 1966 per resistere a un attacco nucleare, chimico o biologico. La notizia arriva da un’unica fonte raccolta, e viene qui riportata con la cautela dovuta all’assenza di una seconda origine indipendente.

Il complesso, che si estende su 13.000 metri quadrati, ospitava fino a 300 militari e coordinava le operazioni della NATO nell’Europa meridionale, fino alla sua chiusura nel 2007. Per quasi mezzo secolo la struttura ha rappresentato uno dei nodi strategici dell’alleanza atlantica nel sud del continente, in un periodo segnato dalle tensioni nucleari della Guerra Fredda.

Il progetto di trasformazione in museo è sostenuto da un finanziamento di 7 milioni di euro, e la struttura dovrebbe aprire parzialmente al pubblico la prossima estate. Gli allestimenti previsti comprenderanno apparecchiature originali del periodo, archivi storici relativi alla Guerra Fredda, testimonianze orali di veterani che hanno prestato servizio nel bunker, e un raro sistema ARPANET risalente ai primi anni della rete informatica militare statunitense che ha anticipato Internet.

La conversione museale di un sito militare di questa portata racconta un capitolo poco visibile della storia europea recente: quello delle infrastrutture sotterranee costruite per garantire la catena di comando alleata durante decenni di tensione tra i blocchi. La scelta di conservare apparecchiature originali insieme a testimonianze dirette dei militari che vi hanno lavorato punta a restituire non solo la dimensione tecnica del sito, ma anche quella umana di chi vi ha trascorso il servizio.

Non ci sono, nei materiali raccolti, indicazioni sul costo complessivo dell’operazione oltre al finanziamento di 7 milioni di euro, né sui tempi dell’apertura completa del sito oltre all’annuncio di un’apertura parziale prevista per l’estate prossima. Resta, come dato verificabile, la cifra dei 13.000 metri quadrati di superficie e i 300 militari che il bunker era progettato per ospitare durante la sua piena operatività.

Fonti

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