Edizione di prova
Yemen, attacco Houthi alle forze governative: almeno 38 morti
I ribelli sciiti hanno colpito con missili balistici e droni le postazioni delle forze yemenite sostenute dall'Arabia Saudita nelle provincie di Marib e Hadramout. Il bilancio, secondo fonti medicche, è di almeno 38 morti e 29 feriti tra i soldati governativi.
Giovedì i ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno colpito con missili balistici e droni diverse postazioni delle forze governative yemenite appoggiate dall’Arabia Saudita. Secondo due fonti mediche citate dall’agenzia France Presse, l’attacco ha ucciso almeno 38 soldati governativi e ne ha feriti 29. Il ministero della Difesa yemenita ha confermato che gli obiettivi colpiti si trovavano nelle provincie orientali di Marib e Hadramout, dichiarando che i ribelli hanno preso di mira «diversi campi e unità delle Forze Armate stanziati nelle provincie di Marib e Hadramout».
L’episodio arriva mentre il conflitto yemenita, in corso da anni tra il governo riconosciuto internazionalmente e il movimento Houthi che controlla ampie zone del Nord del Paese, si trasforma secondo le fonti raccolte in un nuovo fronte della guerra più ampia tra Stati Uniti e Iran. Le due testate che hanno riportato la notizia — una statunitense, che riprende il servizio di France 24 e dell’agenzia France Presse, l’altra una rassegna di sicurezza internazionale che cita un’agenzia di stampa yemenita — concordano sui fatti principali: l’attacco è avvenuto giovedì, ha colpito posizioni governative nell’Est del Paese e ha causato decine di morti tra le fila delle forze saudite-yemenite.
A fornire la motivazione dell’attacco è stato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, secondo il quale i raid missilistici e con i droni sarebbero una risposta a un presunto ammassamento di forze militari sostenuto dall’Arabia Saudita nella regione. Il portavoce non ha fornito, nei dettagli riportati dalle fonti raccolte, cifre relative a eventuali perdite subite dal proprio movimento, né elementi che permettano di verificare in modo indipendente l’esistenza del preteso ammassamento saudita citato come causa dell’offensiva.
Il bilancio di 38 morti e 29 feriti proviene da fonti mediche citate dall’agenzia France Presse, il che lascia margine di incertezza sulla cifra esatta, come spesso accade nelle prime ore successive ad attacchi in zone di conflitto attivo. Il ministero della Difesa yemenita, dal proprio comunicato, si è limitato a confermare la localizzazione dell’attacco senza fornire un bilancio numerico proprio.
Marib e Hadramout sono due delle provincie yemenite rimaste sotto il controllo delle forze governative sostenute da Riad, in un conflitto che vede da un lato l’esecutivo riconosciuto internazionalmente e dall’altro il movimento Houthi, radicato nel Nord e appoggiato da Teheran. L’inserimento di questo fronte all’interno della cornice più ampia della guerra tra Stati Uniti e Iran — così come viene descritto dalle fonti raccolte — segnala una possibile estensione geografica delle tensioni regionali collegate al confronto tra Washington e Teheran, oltre ai teatri già noti del Golfo e dello Stretto di Hormuz.
Non ci sono, nei materiali raccolti, indicazioni su un’eventuale rivendicazione più ampia da parte iraniana rispetto a questo specifico attacco, né dettagli su una risposta militare o diplomatica da parte saudita nelle ore successive. Resta, per ora, il dato confermato da entrambe le fonti indipendenti raccolte: un attacco Houthi con missili e droni contro le forze governative yemenite-saudite nelle provincie di Marib e Hadramout, con un bilancio di almeno 38 morti e 29 feriti tra i soldati governativi.
Fonti
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